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Le nostre adunate

I RICORDI DELLE  ADUNATE ALPINE EFFETTUATE A BOLZANO

1949  - 1984  - 1993 - 2001

     

23^ Adunata nazionale degli alpini: Bolzano, 1-3 ottobre 1949

La guerra era finita da soli 4 anni ed in tutta la penisola evidentissimi erano i danni della bufera che aveva colpito tutto il mondo. Anche Bolzano mostrava un po’ dappertutto i segni dei bombardamenti, a cui era stata sottoposta per oltre un anno e mezzo, ed i suoi abitanti erano presi dalla risoluzione degli innumerevoli problemi quotidiani. Malgrado questo 40.000 "penne nere" confluirono a Bolzano per la 23^ adunata nazionale. La seconda dopo il Secondo Conflitto Mondiale. Tradotte e torpedoni scaricarono nel capoluogo altoatesino "penne nere" provenienti da tutte le parti d’Italia. Numerosi furono i gruppi provenienti da Trieste, L’Aquila, Latina, Roma, Firenze, Ancona, Genova, Torino. Qualcuno arrivò dal Friuli persino in bicicletta, dopo vari giorni di viaggio, con valigia e fisarmonica al seguito.

Si presentarono alpini della Grande Guerra (1915-1918), della guerra d’Africa ed i reduci delle Divisioni alpine impiegate durante la Seconda Guerra Mondiale: "Taurinense", "Tridentina", "Julia", "Cuneense", "Pusteria", "Alpi Graie".

Per la Sezione A.N.A. altoatesina l’afflusso massiccio di ospiti creò non pochi problemi. Ma questi erano stati in gran parte previsti dal direttivo della Sezione alpini di Bolzano.

Furono allestite mense collettive, vari comandi tappa, centri di smistamento e di informazione. Caserme ed edifici pubblici furono attrezzati per ricevere la massa dei partecipanti mentre i più fortunati trovarono posto in albergo o in pensione in città o nel circondario. Furono stampati 10 mila manifesti colorati che riproducevano "il felice tema delle aquile che dirigevano il volo verso nord con sullo sfondo lo Sciliar ed il Catinaccio".

L’Adunata fu articolata in tre giornate e coinvolse anche Trento, Merano e Brunico.                    

La sfilata: ebbe inizio domenica 2 ottobre, alle ore 09:15 con l’adunata generale dei convenuti in piazza Walther. Alle 09:45 Santa Messa al campo, celebrata dall’Ordinario Militare Rev. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone coadiuvato da 14 cappellani ed un frate, tutti con il cappello alpino. Il rito fu accompagnato dal coro di Bolzano e dalla banda dei carabinieri che all’elevazione suonò in sordina l’Inno del Piave.

Seguirono poi i discorsi ufficiali del Presidente della Sezione A.N.A. di Bolzano (Barello) e quello del Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini.

L’Ordinario militare benedì quindi 6 trombe d’argento offerte dalla Sezione A.N.A. di Bolzano alle compagnie del Battaglione alpini "Bolzano". Si formò quindi il corteo, aperto dalla banda dei carabinieri, dalle corone e dalle autorità, che da piazza Walther, attraverso via Parrocchia, piazza Domenicani, via Ospedale, via Carducci, ponte Druso e viale Venezia raggiunse il Monumento alla Vittoria. Qui vennero deposte le due corone d’alloro alla presenza delle autorità e del Battaglione alpini "Bolzano" schierati.

Seguirono le varie sezioni che passando davanti al monumento rendevano omaggio ai Caduti.

Tra grida, applausi scroscianti ed innumerevoli "evviva" sfilarono "veci" e "bocia" mentre il sole faceva capolino tra le nuvole.

I partecipanti alla sfilata proseguirono poi per Corso Libertà, Corso Italia, via Roma, via Torino ed in piazza Matteotti ebbe termine il corteo.

Le autorità si trasferirono prima in Municipio, dove furono accolte dall’allora Sindaco (Lino Ziller), e successivamente all’hotel Laurin per la colazione d’onore offerta dalla città di Bolzano.

Dopo il pranzo e tranne un brevissimo saluto del Sindaco Ziller non vi furono più discorsi. Non mancarono però i canti tra gli alpini che felici rientravano a casa dopo aver trascorso una grande adunata.    


 

Raduno intersezionale degli alpini: Bolzano 9 – 10 giugno 1984

 

Raduno meraviglioso ed estremamente importare per la Sezione A.N.A. di Bolzano. L’avvenimento, che ha visto la partecipazione di circa 10 mila "penne nere", si è svolto in una atmosfera gioiosa e spensierata: Alpini di numerose regioni italiane hanno sfilato per le vie del capoluogo altoatesino. I bolzanini hanno dimostrato alla manifestazione grande interesse invadendo le vie che venivano percorse dalla sfilata, per salutare le mitiche "penne nere" e per festeggiarli nel modo più simpatico e cordiale. E’ stato uno spettacolo che all’ufficialità ha sostituito la familiarità ed al quale hanno dato luce centinaia e centinaia di tricolori, portando una ventata di entusiasmo e di gaiezza.

La città ne ha tratto senz’altro giovamento.

La sfilata: prende il via alle ore 10:00 del 10 giugno 1984. Dopo la Santa Messa la fanfara della Brigata alpina "Tridentina", seguita dal battaglione alpini di formazione, apre la grande manifestazione altoatesina.

Poi sfila il Labaro Nazionale (carico di tante Medaglie al Valor Militare) e il Gonfalone della città di Bolzano. Seguono le Associazioni d’Arma e combattentistiche, paracadutisti in congedo, le Sezione A.N.A. estere, italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige).

Dopo oltre un’ora la sfilata si chiudeva.

A conclusione delle giornate "alpine" numerosi furono gli elogi espressi a favore della Sezione alpini di Bolzano, in particolare da parte del Comandante del 4° Corpo d’Armata alpino "La perfetta riuscita del Raduno intersezionale degli alpini in congedo a Bolzano è stato il miglior premio al notevole sforzo organizzativo messo in atto da tutta la Sezione. Esprimo a nome di tutto il 4° Corpo d’Armata alpino, il mio vivo compiacimento per l’ampio consenso ottenuto" (Generale di Corpo d’Armata Luigi Poli) e del Commissario della Provincia di Bolzano "Al termine del Raduno, perfettamente riuscito, desidero esprimere le mie più vive felicitazioni e l’augurio più cordiale per il futuro. Gli Alpini hanno dato prova del senso civico, del loro impegno civile e dello spirito patriottico che li pervade. Tutti quelli convenuti a Bolzano hanno offerto una prova, fra le più efficaci, di solidarietà piena e genuina fra tutti i Soci, rinverdendo (e proprio il caso di dirlo) lo spirito alpino. La partecipazione popolare , attiva oltre ogni previsione, ha dimostrato come la città abbia saputo rispondere con calore ed affetti ad una iniziativa estremamente generosa e, per certi versi, anche coraggiosa" (Dott. Mario Urzi).


2° Raduno triveneto degli alpini: Bolzano, 3-4 aprile 1993

 

Bolzano è stata protagonista delle "giornate alpine" che si sono svolte il 3 e 4 aprile 1993. Due sono state le manifestazioni che il capoluogo altoatesino ha ospitato: il raduno triveneto e il giuramento solenne delle reclute del 3° scaglione della Brigata alpina "Tridentina": alpini, bocia e veci, in armi e in congedo, hanno mutato per due giorni l’aspetto dei suoi viali e dei suoi giardini, animandoli con la loro presenza. Con la presenza degli alpini si respirava un’"aria" inconsueta: le vie e piazze erano addobbate con centinaia di bandiere, che sventolavano dai lampioni e dai balconi dei condomini, mentre moltissimi esercizi commerciali davano il loro benvenuto alle "penne nere" con striscioni tricolori.

Attraversando il ponte sul Talvera di Bolzano la tranquillità tipica dei suoi prati era stata sostituita dalla febbrile attività dei soldato del 4° Corpo d’Armata alpino (l’attuale Comando Truppe Alpine) che preparavano le impalcature e le transenne aiutando così l’organizzazione della "festa alpina" e predisponendo le strutture per accogliere i nuovi commilitoni, che si apprestavano a giurare, e le loro famiglie.

Il raduno delle sezioni e dei gruppi delle Tre Venezie (Trentino Alto Adige – Veneto – Friuli Venezia Giulia) è stato organizzato, non senza difficoltà e polemiche, dalla Sezione altoatesina dell’Associazione Nazionale Alpini in occasione del 65° anniversario della fondazione. L’opera svolta dal consiglio direttivo non si è ovviamente fermata solo a predisporre le infrastrutture indispensabili per la sfilata, ma si è indirizzata verso le molteplici iniziative che potremmo definire "di contorno", ma che si sono dimostrate essenziali per conferire la solennità dovuta alle grandi occasioni.

La grande adunata inizia domenica mattina (4 aprile 1993), di buon’ora. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini ha deposto una corona al monumento della Vittoria; contemporaneamente in piazza Matteotti, dall’altro capo della città, fervevano i preparativi alla sfilata. Alle 09:00 precise il corteo si è avviato, preceduto da un battaglione di formazione, composto da genieri alpini del 2° battaglione "Iseo", che marciava al suono della fanfara della Brigata alpina "Tridentina". Al seguito degli alpini in armi sono sfilati i labari delle associazioni d’Arma, gli alpini in congedo appartenenti alle sezioni delle altre parti d’Italia e quelli delle sezioni estere; fra queste spiccava lo striscione della Sezione della Germania, sul quale erano intrecciate la bandiera tedesca e italiana sovrastanti la scritta "L’amicizia è pace". Qualsiasi commento diventa superfluo e quasi si potrebbe sciupare la genuinità degli autori del motto.

Dopo il passaggio dello stendardo, che ricorda il 65° anniversario della Sezione altoatesina , hanno iniziato a muoversi gli associati alle sezione trivenete, alle quali questo raduno era riservato. Giova tener presente che la maggior parte della forza di tutta l’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) è data proprio dagli alpini provenienti da queste zone d’Italia. Pertanto il raduno assume una valenza tale da conferirgli non solo

una grande importanza a livello nazionale, ma anche un grande successo di presenze, viste le quasi 20.000 "penne nere" che hanno aderito alla manifestazione.

Nel frattempo la gente ha invaso le strade, assiepandosi lungo le transenne che delimitavano il percorso dimostrando così entusiasmo e attaccamento alle "penne nere" e ai valori che da sempre li contraddistinguono. La fanfara ha preso posto sotto il palco d’onore, dove erano le massime personalità del mondo alpino civile ed in armi. Applausi scroscianti hanno accolto una dozzina di alpini che reggevano , tenendolo in orizzontale, un tricolore di inusitate dimensioni. Quando la grande bandiera è stata sollevata verso l’alto si è gonfiata con l’aria, le ovazioni si sono fatte ancora più calorose accompagnate da lanci di fiori dalle finestre. Non sono mancate mancati gli incitamenti alle "penne nere", e dovunque risuonava il grido: "Viva gli Alpini !".

Gorizia, Trieste, Padova, Vicenza, Udine e tutte le città delle tre Regioni del nord est erano rappresentati dai propri alpini.

Le note della banda del Gruppo ANA di Gries hanno accompagnato la parte terminale della sfilata, conclusasi con gli alpini paracadutisti che, trascinando di corsa un paracadute, sono riusciti a farlo sollevare dal suolo.

Poi, lentamente, il pacifico corteo ha rotto le file e si è dissolto, mescolandosi alla popolazione assiepata sui prati ai margini del Talvera per assistere al giuramento solenne del 3° scaglione 1993.

A questo punto la cerimonia ha assunto un carattere particolare in quanto in rare occasioni si sono viste tante "penne nere" presenti ad un giuramento, che è il vero "atto di nascita" degli alpini.

Il comandante dell’allora 4° Corpo d’Armata alpino ha rivolto un breve saluto alle reclute, esortandoli a fare tesoro dell’esperienza che stanno accingendosi a vivere.

Il prorompente urlo "Lo giuro !" ha commosso i presenti, che hanno tributato cordiali battimani.

Con la successiva premiazione dei partecipanti alla spedizione alpinista sull’Aconcagua si concludeva la grande manifestazione degli alpini a Bolzano che, al di là di ogni sterile polemica, hanno nuovamente mostrato il volto sano dell’Itali


 3° Raduno triveneto degli alpini: Bolzano, 9 - 10 Giugno 2001

 

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